Sant’Agata
Corsetto S. Agata 27
La chiesa, di tradizioni antichissime, venne ampliata nelle forme attuali nel XV secolo anche se la fiancata meridionale fu pesantemente modificata nel 1927 per adeguarla alle nuove costruzioni di piazza della Vittoria. Intatti restano: l’esterno del presbiterio, con le policrome formelle in terracotta smaltata che incorniciano le due finestre oblunghe dell’abside ed il fregio sotto il tetto, e la semplice facciata, rivestita per metà in marmo di Botticino, su cui spiccano le tre belle statue delle Ss. Agata, Lucia e Apollonia del Calegari (1739).
L’interno ad una navata è caratterizzato dai vari interventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli, come dimostrano il quattrocentesco presbiterio sopraelevato decorato con interessanti affreschi rappresentanti la Crocifissione, la Natività e i Ss. Giacomo ed Antonio, la cinquecentesca balconata delle prime due campate, le volte a vela e gli affreschi barocchi di Antonio Sorisene e Pompeo Ghitti (1638) e la settecentesca cappella del SS. Sacramento sul lato destro. Dietro l’altare maggiore spicca una bella tela del ‘500 di Francesco Prato raffigurante il Martirio di S. Agata; sul primo altare di sinistra, segnaliamo un notevole polittico di scuola bresciana del ‘500, attribuito al Ferramola o a Caylina il Giovane, nel cui mezzo è l’affresco quattrocentesco della Madonna della Misericordia oggetto di venerazione popolare. (v. itinerario n. 5)
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